venerdì 12 febbraio 2010

Piano di Governo del Territorio di Lonato

Lonato, 11 febbraio 2010

Con il consiglio comunale del 9 febbraio è stato approvato nella sua forma finale il PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO con il quale si sono sanciti gli sviluppi urbanistici lonatesi del prossimo decennio.

Chi si attendeva che l’ esame delle osservazioni non avrebbe cambiato alcunché di significativo deve ricredersi. Certo il grosso delle decisioni erano già state prese lo scorso anno con l’adozione del provvedimento, ma ciò non ha impedito ai consiglieri del PD, ancora una volta, di far sentire la propria voce in difesa del territorio ed in favore di uno sviluppo normale e non frutto di logiche speculative.

Alcuni esempi tra i più eclatanti sui quali la discussione è stata serrata sono i seguenti.

1.

per la lottizzazione Salera non bastavano i 270.000mq di capannoni: ora si concede alla proprietà un “bonus” edificatorio con il quale sarà il privato a poter decidere dove eventualmente spostare parte di quei volumi. In questo modo risulta ancor più evidente che la gestione dell’urbanistica è sottratta alla logica della gestione pubblica e diviene sempre più un affare per i privati che davvero reggono il timone di comando.

2.

Sul cocuzzolo delle Bagnole si va a concedere una nuova volumetria per una villa bifamiliare vistalago in perfetta zona agricola collinare. Credavamo si trattasse di uno sbaglio, ma così non è: il centrodestraè fermamemente convinto che questo intervento non sia affatto invasivo.

3.

Nei pressi della discoteca Dehor più di un soggetto ha chiesto di poter realizzare strutture ricettive (alberghi) ma solo ad uno le si concedono con la scusa che è arrivato per primo. Per gli altri…… niente! Non era meglio a parità di volumetria accontentare più soggetti senza disparità di trattamento?

4.

Il centrodestra ha bocciato l’osservazione dell’ASL con la quale si chiedeva che così come le stalle non possono essere costruite vicino alle case anche il viceversa fosse applicato. Invece per centrodestra è giusto che i contadini non possono avvicinarsi alle case con le stalle, ma gli immobiliaristi possono avvicinarsi con le case alle stalle. I problemi degli odori molesti nella case, quando saranno vendute, interessano poco sia agli immobiliaristi che agli amministratori.

Morando Perini

Capogruppo Vivi Lonato-Partito Democratico

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